Transizione energetica, un percorso non semplice

20/05/2020

Transizione energetica

8 minuti

Stiamo vivendo un’epoca straordinaria per l’energia globale. È un settore in metamorfosi dove le esigenze delle società civili daranno vita a un sistema energetico diverso da quelli tradizionali, che abbia come princìpi cardine non più solo l’economicità e l’affidabilità, ma anche la sostenibilità”. Le parole di Fatih Birol, direttore dell’International Energy Agency (IEA), ci confermano che la transizione energetica è una delle grandi opportunità dell’era industriale e una priorità delle istituzioni. Un viaggio che ha l’obiettivo di approdare a un modello di consumo sostenibile e ci spinge alla ricerca delle soluzioni più opportune sia per combattere riscaldamento globale e cambiamento climatico, sia per fornire a una popolazione mondiale in aumento l’energia necessaria a garantire un adeguato livello di sviluppo e benessere.

Si tratta di un processo di lungo periodo, che comporta cambiamenti strutturali nelle modalità in cui l’uomo produce e utilizza l’energia. Il tema è dunque al centro del dibattito e sarà uno dei filoni di Assomin-magazine. In questa sezione, nel corso dei prossimi numeri troverete articoli in cui parleremo della transizione energetica da un punto di vista diverso dagli standard comuni. Analizzeremo di fatto la complessità di un fenomeno così grande e pervasivo, i tempi, le attività e gli investimenti. Affronteremo sia il lato più “soft” (azioni intangibili come le policy e i comportamenti del singolo) che quello più “hard” (infrastrutture e investimenti finanziari nel settore energetico).

Insieme al percorso di crescita dei sistemi di produzione energetica verso modelli sostenibili, seguiremo in parallelo i progressi in termini di fonti e tecnologie. In un mondo che modifica sempre più i paradigmi del consumo di energia, è fondamentale che le aziende all’avanguardia nel settore dispongano di strumenti innovativi e capitali adeguati a rendere concreti i loro programmi. Ricerche e soluzioni per affrontare il riscaldamento globale e il cambiamento climatico dovranno infatti garantire contemporaneamente l’energia sufficiente a sostenere un adeguato sviluppo economico-sociale per una popolazione mondiale in elevata crescita nei prossimi decenni.

Nel World Energy Outlook pubblicato a novembre 2019 l’IEA afferma che non esiste una soluzione unica o semplice. Oltre al ruolo svolto da numerose fonti di energia, la trasformazione del sistema energetico mondiale richiederà progressi in una ampia gamma di strumenti e tecnologie innovative (efficienza, cattura e sequestro o utilizzo dell’anidride carbonica, idrogeno, nucleare e molte altre) con l’obiettivo di ridurre o azzerare le emissioni di gas serra.

La ricerca è il vero motore del cambiamento e consentirà di colmare i gap delle varie fonti energetiche che per il fossile è rappresentato dall’impronta carbonica e per le rinnovabili dalla discontinuità, dalla non programmabilità e dalla bassa densità.

Consumi energetici in crescita: le fonti più utilizzate

I dati del 2018 (pubblicati da IEA nel “Global Energy and CO2 Status Report”) evidenziano una crescita annuale del 2,3% dei consumi mondiali di energia: il tasso maggiore dell’ultimo decennio, pari in termini assoluti a circa 320 Mtep, ossia milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, unità di misura dell’energia. Una crescita distribuita per il 70% in tre paesi: Stati Uniti (cresciuti del +3,7%), Cina (+3,5%) – saldamente primo paese consumatore al mondo davanti agli USA – India (+4%). Il ‘Resto del Mondo’ ha segnato una significativa crescita (+1,8%), mentre l’Europa è rimasta stabile.

Suddivisa per fonti energetiche primarie, nel 2018 la domanda mondiale (14.301 Mtep) viene soddisfatta al 31% dal petrolio, al 26% dal carbone, al 23% dal gas, al 10% da biomasse e rifiuti, al 5% dal nucleare, al 3% dall’idroelettrico e al 2% dalle altre fonti rinnovabili.

A orientare lo sviluppo del sistema energetico sono le grandi forze di crescita e cambiamento che modificano e modellano l’intera organizzazione sociale e produttiva. Nei prossimi articoli entreremo più nel vivo della definizione di transizione energetica e di questi “mega-trend” che oggi la guidano: in particolare, per rilevanza e impatto, parleremo di mitigazione del cambiamento climatico, accesso universale all’energia e crescita della popolazione mondiale.
Fra i temi specifici c’è il fenomeno della “povertà energetica” (ovvero la mancanza di accesso a forme adeguate e sicure di energia a prezzi sostenibili che permettano agli individui di soddisfare i propri bisogni primari).

Transizione energetica in Italia

Su cosa accada in Italia, sulle principali sfide da affrontare e su come il nostro Paese intenda coniugare la riduzione delle emissioni con lo sviluppo, torneremo con un approfondimento ad hoc. La Relazione annuale sulla situazione energetica italiana 2018, pubblicata dal Ministero per lo Sviluppo Economico, ci dice che la domanda di energia è stata soddisfatta da gas naturale e petrolio, dalle fonti rinnovabili (oltre un quinto del totale) e, in modo residuale, dall’energia elettrica importata e dai combustibili solidi.

In un prossimo articolo, evidenzieremo come nel Piano Integrato per l’Energia e il Clima 2030 (PNIEC) ci si ponga l’obiettivo nazionale di abbandonare il carbone entro il 2025, prevedere un importante contributo del gas, anche domestico, e avere (nel 2030) il 30% di energia da fonti rinnovabili nei consumi finali. Nel prossimo futuro il gas naturale avrà dunque un ruolo primario nel decarbonizzare il mix energetico, oltre alle fonti rinnovabili che si confermano una risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile del Paese, anche in termini economici e occupazionali.

La transizione energetica verso un modello di produzione e consumo sostenibile è un processo che ha attualmente uno sviluppo a macchia di leopardo, inevitabilmente non omogeneo e in alcuni casi fermo o lento. Ma in futuro è destinato a imporsi e diffondersi sempre più, grazie all’utilizzo di un ampio spettro di soluzioni (tecnologiche e politiche) di indirizzo per la decarbonizzazione, e a un grande impegno da parte delle imprese, del governo e dei cittadini. Oggi più che mai, coloro che sono chiamati a prendere decisioni in ambito energetico devono farlo esaminando la situazione attuale in maniera attenta, basandosi sulle evidenze, e valutando le implicazioni derivanti dalle loro scelte.

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