Punti di forza? Centri tecnici e ricerca applicata – Intervista al Consigliere Corrado Baccani

04/03/2021

Transizione energetica

6 minuti

Intervista all’Ad di Sibelco Italia S.p.a. e Consigliere Assorisorse, Corrado Baccani: «La nostra sfida è essere locali utilizzando le conoscenze globali. Le opportunità sono ovunque, dobbiamo essere capaci di intercettarle velocemente»

A settembre del 2020, il ministro fiammingo dell’Energia Zuhal Demir ha installato l’ultimo pannello solare di Floating PV, un parco fotovoltaico galleggiante rivoluzionario, completamente costruito sull’acqua e primo del suo genere nelle Fiandre. L’innovativo parco è stato costruito sulla cava di sabbia ‘Schansheide’ di Sibelco al confine dei comuni di Anversa, Mol e Dessel in Belgio. L’installazione è composta da 17.250 pannelli solari e produrrà 7 Gigawattora (GWh) all’anno, quantità di elettricità che corrisponde al consumo annuo di 2.000 famiglie. L’80% di questa energia elettrica green sarà utilizzata localmente dalla centrale Sibelco.

«Dall’igiene dell’acqua potabile alla tecnologia solare: ogni giorno i nostri materiali operano come componenti essenziali nel progresso della società». Corrado Baccani, Country Manager Sibelco l’Italia (oltre che Consigliere Assorisorse), condivide la visione di un gruppo leader mondiale nel campo dell’estrazione, lavorazione e vendita di sabbia di silice. Nonché leader regionale nel campo delle argille per ceramica, dei minerali feldspatici, dell’olivina e del riciclaggio del vetro.

In Italia l’attività del gruppo si articola su dodici stabilimenti produttivi: cave, miniere, piattaforme di lavorazione e distribuzione di minerali. Negli ultimi anni ha sviluppato tecnologie per il recupero delle materie prime dagli scarti di lavorazione e dai rifiuti, per ottimizzare il ciclo di vita dei materiali. Come nel caso del recupero del vetro dalla raccolta multi-materiale urbana, settore dove Sibelco ha investito ed attualmente ha impianti in funzione ed in fase di realizzazione nell’area di Modena, Musile di Piave e Bergamo.

Tecnologia e ricerca applicata

«Il nostro approccio in ambito Tecnologia e Innovazione – spiega l’ingegner Baccani – è strutturato intorno a tre direttrici. L’innovazione di processo consente a Sibelco di utilizzare le tecnologie efficienti, efficaci e sostenibili per l’esplorazione, l’estrazione e la lavorazione dei materiali. Quella dello sviluppo di nuovi materiali e soluzione tecniche per i nostri clienti   che possono rispondere alle nuove sfide di sostenibilità ed alte performance. Infine attraverso ricerca e partnership creiamo nuovi modelli di business e piattaforme tecnologiche, utilizzando il know-how interno ed esterno.

Sibelco gestisce numerosi centri tecnici specializzati in tutto il mondo, ognuno focalizzato su una specifica applicazione, dal vetro e dalla ceramica ai rivestimenti e alle superfici sportive. «I centri tecnici e la ricerca applicata – continua il country manager – rappresentano uno dei punti di forza fondamentali di Sibelco. I nostri programmi di ricerca e di sviluppo sono radicati grazie a solide relazioni di settore, con clienti e fornitori, e sviluppate attraverso un processo che incoraggia la collaborazione ad ampio raggio. Come si concilia la visione di un gruppo internazionale, come Sibelco, sui mercati nazionali? La nostra sfida è di  essere locali per catturare le opportunità utilizzando le conoscenze globali per renderle applicabili su larga scala. Le opportunità sono ovunque: dobbiamo essere capaci ad intercettarle velocemente senza lasciarci scoraggiare dalle sfide di un mondo in completa trasformazione».

Essendo ormai le tecnologie diffuse in ogni continente – è il ragionamento di Baccani – non è necessario far risalire un’idea alla casa-madre, farla sviluppare in un laboratorio lontano dal territorio di provenienza, e riportarla poi sul territorio dove l’idea è nata. «Quello è un percorso lungo – spiega – che ci fa arrivare tardi rispetto al mercato. È più efficace invece dare vita, grazie a personale dedicato ed a  partnership con imprese e università, ad una ricerca applicata specifica e locale. Immettendo le conoscenze core del Gruppo Sibelco come il know-how sull’ingegneria mineraria, sui processi di trasformazione, sul riuso di materie prime secondarie e di riciclo, possiamo creare soluzioni innovative e segnare la differenza nello sviluppo della tecnologia. In ogni caso la chiave di successo sta nel saper motivare, incentivare, sostenere la creatività e lo spirito imprenditoriale del nostro personale rendendolo consapevole dell’impatto positivo che questo reca alla società ed al pianeta: sempre di più in futuro la qualità delle persone farà la differenza.”

Economia circolare

Sul sito della Sibelco, si legge che “i minerali industriali sono tutti intorno a noi, dall’argilla della tazzina da caffè alle sabbie silicee delle finestre. Che siano impiegati nei prodotti di uso quotidiano o in complessi componenti specializzati, è essenziale che i minerali siano di qualità eccezionale”. Con l’obiettivo quindi di garantire una qualità eccellente dei diversi minerali, il gruppo belga si impegna di volta in volta a far emergere dai propri minerali (e dal recupero dei materiali dove essi sono contenuti- end life cycle) funzionalità peculiari che possono risolvere le nuove  necessità del mercato. Spiega Baccani: «Alcuni minerali come per esempio l’idrossido di magnesio, il triossido di alluminio, l’huntite, l’idromagnesite possono essere impiegati come ritardanti di fiamma sostituendo prodotti chimici che nella combustione sviluppano sostanze nocive”.

Anche i prodotti riciclati possono avere proprietà uniche per alcune applicazioni. «Quali sono i vantaggi nell’usare un prodotto riciclato rispetto a un prodotto estratto in miniera? Se facciamo l’esempio del vetro riciclato, utilizzandolo nei forni di fusione avremo un effetto positivo nell’impatto della CO2 (minore rilascio), nel risparmio di energia (la temperatura di fusione è più bassa) e nel riciclo di un prodotto che altrimenti finirebbe in discarica».

Sulla base di oltre 140 anni di esperienza nelle soluzioni e nei materiali per la produzione del vetro, e grazie alle tecnologie di selezione ottica avanzata, ogni anno Sibelco trasforma oltre un milione di tonnellate di rifiuti di vetro in prodotti di alta qualità. Senza perdita di purezza o qualità il vetro può essere riciclato in modo infinito.

Discorso analogo quando si parla di mercato dell’edilizia e di materiali da costruzione. Sibelco dispone di un laboratorio tecnologico R&D che fornisce supporto al settore ceramico ed edilizia un prezioso riferimento per il distretto di Sassuolo. Aggiunge Baccani: «È il caso della  sostituzione di silice amorfa e di altri materiali con il vetro riciclato che se  opportunamente trattato può impartire ai manufatti proprietà uniche come la leggerezza, la riduzione nel consumo di cemento, la possibilità di fungere da isolante termico. L’obiettivo per i nostri clienti è di migliorare le qualità dei manufatti (come  ridurne il peso e i costi di produzione) identificando la migliore soluzione.

Ripristino del territorio

In chiusura c’è ancora il tempo di sfiorare l’argomento “environmental footprint”. Mentre a livello globale le aziende seguono le indicazioni dell’Unione Europea in termini di consumo di suolo e risorse, le imprese del settore minerario si focalizzano per diversificare e riadattare le proprie strategie. «Tra le molte direttrici operative, il nostro gruppo è impegnato in soluzioni per il risparmio energetico, per la riduzione della CO2, per arricchire le proprietà dei manufatti nel settore edilizio. In termini di impronta ambientale, c’è grande attenzione nel ripristino di territori a beneficio delle comunità locali: l’idea è far sì che la cittadinanza utilizzi dei luoghi che altrimenti non sarebbero fruibili, mentre il settore agricolo può migliorare e ottimizzare le coltivazioni».

Fra i ripristini eseguiti a regola d’arte, e con una visione del futuro impiego agricolo di quel territorio, Baccani fa l’esempio di un ex miniera trasformata in uliveto. «Da 30 anni questo terreno produce olio, che poi forniamo ai nostri clienti, ai dipendenti, alle autorità locali come testimonianza di riqualificazione per il benessere della comunità. In quest’ottica possiamo anche citare i ripristini fatti in Belgio dove un a ex cava è stata trasformata in un laghetto fruibile dalla cittadinanza per pescare e fare attività nautiche in un territorio riforestato ».

E a proposito di laghetti, l’ultimo esempio è quello citato all’inizio. Nelle Fiandre Sibelco produce energia elettrica pulita, grazie a pannelli solari flottanti che riducono l’impatto di CO2 senza occupare terreno agricolo. La costruzione è iniziata a marzo 2020 e non è stata ritardata nonostante le sfide imposte dall’emergenza pandemica. Tutti i collegamenti tecnici sono stati completati a fine settembre e l’impianto ha iniziato a produrre la sua prima elettricità verde nell’ottobre 2020. Esattamente come previsto.

 


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