Oil & Gas, i benefici della digitalizzazione

20/05/2020

Innovazione e digitalizzazione

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Negli ultimi cinque anni abbiamo visto le principali compagnie petrolifere sperimentare Industrial Internet of Things (IIoT), servizi cloud, Digital Twin (riproduzione digitale di un impianto), machine learning, intelligenza artificiale e robotica. Parallelamente al diminuire dei prezzi delle materie prime, alle variabili dei costi e a standard ambientali sempre più severi, per l’industria Oil & Gas i benefici generati dalla digitalizzazione continuano a crescere.

In generale è l’intero settore energetico ed estrattivo a doversi confrontare con tecnologie sempre più avanzate e rivolte a garantire la crescita e lo sviluppo sostenibile. Un report di inizio 2019 pubblicato da Ernst and Young ha evidenziato che il 75% delle compagnie petrolifere e del gas intervistate sta già implementando l’automazione dei processi robotici e l’87% utilizza analisi avanzate. Il 70% ha dichiarato inoltre di aver pianificato l’implementazione Industrial Internet of Things per i successivi 18 mesi.

In un contesto così complesso, il fenomeno della digitalizzazione nell’Oil & Gas emerge come un fattore dirompente e un’opportunità di business. Il settore petrolifero genera una notevole quantità di dati (in parte strutturati) in costante aumento: pensiamo alle informazioni raccolte nelle aree produttive o ai dati sismici che emergono dalle attività di perforazione. Gestire allora una mole di big data attraverso piattaforme e hub centralizzati consente miglioramenti in tempo reale lungo tutta la filiera.

Oil & Gas, perché è importante la digitalizzazione

Anche l’industria mineraria ha investito molto sull’innovazione: industria 4.0, automazione, digitalizzazione, IIoT producono un risparmio di risorse e benefici concreti per la sicurezza dei lavoratori. Le imprese minerarie guardano al futuro avvalendosi di soluzioni digitali e piattaforme interattive intelligenti per raccogliere, confrontare e comunicare informazioni sulle attrezzature (di superficie e sotterranee). Grazie a sensori installati sul macchinario, è possibile trasmettere dati a un server centrale, rendendoli disponibili ai tecnici in tempo reale: un’operazione da remoto, senza rischi, che rappresenta una reale innovazione di processo.

Nonostante gli alti e bassi relativi al mondo delle materie prime minerarie, il settore si dimostra resiliente e reattivo. L’innovazione costante non solo contribuisce a migliorare il prodotto finale, ma porta ricadute positive sul risparmio energetico e la tutela dell’ambiente.

Sarà questa la sezione del magazine digitale a dare spazio alle imprese che investono in tecnologia e digitalizzazione nella filiera estrattiva, valorizzando investimenti, indotto e risorse del sottosuolo. Con case histories e interviste, anche in chiave cybersecurity e storie d’eccellenza come quella dell’HPC4, il sistema di supercalcolo più potente in Europa, destinato alla produzione industriale e allo studio dei dati provenienti dal sottosuolo. Nella classifica Top500 dei super-computer più potenti al mondo, pubblicata a novembre 2019, l’HPC4 Eni si posiziona in sedicesima posizione con una performance di picco pari 18,6 Petaflop. Perché la digitalizzazione avanza. Molto velocemente.

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