Metano, liquido o frizzante

19/03/2021

Decarbonizzazione

5 minuti

Nel “Talk for Energy” sponsorizzato dall’Associata Fores Engineering e organizzato da Fondazione Ottimisti & Razionali, si è parlato del ruolo del metano nel processo di transizione energetica 

Il gas naturale sta avendo e avrà nel prossimo futuro un ruolo primario, assieme alle fonti rinnovabili tradizionali, nel decarbonizzare il mix energetico. Infatti utilizzi del LNG (liquefied natural gas), immissioni nella rete di trasporto di produzioni di biometano e miscele gas-idrogeno (H2NG) permetteranno di ridurre le emissioni di CO2 soprattutto nei settori dove la decarbonizzazione presenta maggiori difficoltà.

In questo quadro si è inserito, con il consueto ottimo riscontro di pubblico online, il quinto appuntamento del ciclo Talk FOR Energy, sponsorizzato dalla Fondazione Ottimisti & Razionali e coordinati in diretta dal presidente Claudio Velardi. Sul tema hanno dibattuto Fabio Nardone (sales & business development manager di Fores Engineering, Associata ad Assorisorse e società del gruppo Rosetti Marino), Massimo Nicolazzi (docente di economia delle risorse energetiche dell’Università di Torino) e Davide Usberti (presidente e ad di Gasplus, nonché Vice Presidente del Settore Idrocarburi e Geotermia di Assorisorse).

«Già dal titolo “Metano, liquido o frizzante” possiamo intuire – ha introdotto il presidente Velardi – quanto questo argomento sia al centro del dibattito sulla transizione energetica. In un’epoca che vede avviata con decisione la necessità di un nuovo modello di sviluppo più sostenibile e consapevole, questa molecola nelle sue forme compresse (CNG) e liquide (LNG), sintetiche e biologiche, svolge un ruolo da protagonista nel processo di transizione. Con i nostri esperti oggi parleremo di prospettive che si aprono per questa fonte energetica essenziale, con aspetti relativi a trasporti, logistica, distribuzione».

Il confronto tra il metano gassoso e quello liquido è sempre più attuale nel mondo dei veicoli commerciali e industriali, dove sono presenti entrambi i tipi di alimentazione, sebbene quello liquido sia per ora riservato ai mezzi pesanti. «Il metano nella sua forma compressa offre enormi vantaggi a livello di emissioni e di competitività dei costi» ha detto Fabio Nardone nel corso del suo intervento, nel quale ha parlato di emissioni causate dal settore dei trasporti, di soluzioni tecnologiche e di economia circolare. «Dopo il lockdown della primavera 2020, è apparso a tutti l’evidente beneficio ambientale riscontrato in termini di riduzione del biossido di azoto. Per l’emergenza Covid, alla drastica interruzione del trasporto su gomma, si è aggiunto lo stop alla navigazione marittima, commerciale e crocieristica, che ha provocato una consistente diminuzione della concentrazione di anidride solforosa lungo le rotte del Mediterraneo, solitamente generata dalle navi che usano oli combustibili pesanti, non raffinati. Ecco tutto questo verrebbe enormemente calmierato dalla presenza del metano come fonte principale».

Facendo una panoramica delle tecnologie in essere per risolvere il problema ambientale nel settore dei trasporti, si è visto come l’energia elettrica si posizioni come fonte del futuro per i trasporti (considerandola come generata da fonti rinnovabili). Ma il metano nella sua forma compressa (CNG) o liquida (LNG) derivato da matrice agricola, rappresenta un elemento carbon neutral e offre enormi vantaggi a livello di emissioni, andando ad abbattere fortemente sia il biossido di azoto che il particolato (-99%). «Gli autotreni alimentati a metano – ha aggiunto Nardone – possono arrivare a una riduzione del 95% di CO2 recuperata da matrice agricola. Tutto questo inoltre è sostenibile, sia sul fronte del trasporto terrestre e ancor di più su quello marittimo: il costo totale di esercizio (TCO) è infatti piuttosto competitivo».

L’associata Fores Engineering – società del gruppo Rosetti Marino, da oltre trent’anni specializzata nell’ingegneria, integrazione e costruzione di sistemi chiavi in mano per i settori Oil & Gas offshore e onshore (da upstream a downstream), impianti chimici, petrolchimici e di generazione di energia – sta “abbracciando” la sfida della transizione energetica O&G e della quarta rivoluzione industriale con soluzioni ingegnerizzate proprietarie, come i sistemi GNL su micro scala. Insieme alla Fores, in chiave di economia circolare si è aggiunto il know-how e l’operatività della Green Methane (società leader in Italia nella progettazione, realizzazione e messa in marcia di impianti per la trasformazione di biogas in biometano), di cui il gruppo Rosetti ha recentemente acquisito il 60% con l’obiettivo di proporsi al mercato come contrattista integrato sull’intera linea di trattamento del biogas. Gli impianti di Green Methane purificano il biogas dalla CO2 e producono metano verde con elevatissimo livello di purezza, idoneo sia per l’immissione nella rete distributiva del gas domestico, sia per autotrazione.

Grazie alla grande versatilità del metano e alla presenza di infrastrutture per generare uno stoccaggio di energia facilmente convertibile e riutilizzabile, un altro risultato nel quadro dell’economia circolare è il recupero della CO2 nella generazione del metano sintetico. «L’anidride carbonica separata dal processo di upgrading – ha spiegato Nardone – può essere destinata ad altri usi, come quello alimentare, o ricombinata con idrogeno per produrre metano sintetico. Questo offre continuità di servizio per le centrali elettriche nei momenti di calo della domanda o a causa della discontinuità delle fonti rinnovabili».

Investimenti e incentivi

Con l’obiettivo comune di riuscire a mantenere alto il valore di sostenibilità a beneficio degli stakeholder, il dibattito si è allargato con gli interventi del presidente Davide Usberti e del professor Massimo Nicolazzi, che hanno aggiunto riflessioni sulle ricadute a livello di mercato, agganciandosi al tema delle tecnologie per l’upgrading (biogas prodotto da matrici agricole) e di quelle necessarie al processo di liquefazione (cicli aperti, chiusi e integrati con gas criogenici).

«Credo molto nel biometano – ha spiegato Massimo Nicolazzi – è una grande partita da giocare, ma è solo una parte dell’energia di cui abbiamo bisogno. Il mercato del fossile sta diventando sempre di più un mercato di LNG: siamo sopra il 40% degli scambi internazionali. Più del 50% è ancora pipeline ma il LNG potrebbe sorpassarlo nel giro dei prossimi 5-8 anni. A differenza del petrolio che ha un mercato mondiale, quello del gas non ha prezzi omogenei sul mercato internazionale perché rimane strutturato in macro-regioni. Alcuni parlano di costi-benefici in termini di decarbonizzazione, io credo che dovremmo parlare di costi relativamente all’alternativa dell’analogo. Oggi in generazione elettrica per reggere l’intermittenza ci siamo inventati in Europa il mercato della capacità, cioè della messa a disposizione di energia nella maggior parte dei casi di origine fossile. Dovremmo riuscire a comparare i costi del mercato della capacità con i costi delle tecniche di accumulo: per cercare di capire non solo quali fonti inquinino di più, ma quali siano quelle più efficienti in termini di costi».

Fra i diversi tipi di carburanti per trasporti attualmente disponibili, il gas naturale è l’unico a ricoprire un ruolo strategico per quanto riguarda l’impatto positivo immediato e consistente sull’aspetto economico e ambientale. Nel caso del gas naturale, la disponibilità di infrastrutture o di catene di approvvigionamento, insieme ai costi legati alla loro creazione, costituiscono un elemento fondamentale per la scelta tra LNG e CNG. Proprio in un mercato, come quello nazionale, non ancora maturo sotto l’aspetto dell’impiantistica.

Il metano allo stato gassoso (CNG), che raggiunge le stazioni di servizio mediante condutture, è da tempo utilizzato per l’autotrazione: ha guadagnato consensi crescenti, sulle auto private e progressivamente sui veicoli commerciali, grazie all’ottimo potere calorifico, alle basse emissioni rispetto agli altri tipi di carburante e ai costi inferiori. Oltre al vantaggio di una maggiore silenziosità dei motori.

Principalmente sui mezzi pesanti, sta trovando sempre più spazio il metano liquido (LNG), che grazie alla sua forma più concentrata permette un’autonomia dei mezzi quasi raddoppiata rispetto al gassoso, ponendosi come alternativa più che valida al gasolio per i veicoli destinati a lunghe percorrenze. Il successo del LNG per veicoli pesanti e applicazioni di trasporto fuori strada, unitamente all’avvento dei trasporti marittimi alimentati a LNG, servirà a spingere il gas naturale verso nuovi mercati poiché assicura vantaggi economici e ambientali significativi.

Se da un lato – è il ragionamento dei relatori – il meccanismo di incentivo (CIC) garantisce sostenibilità (almeno 10 anni) e può sostituirsi a quello legato alla cogenerazione (coinvolgendo un potenziale di circa 2.000 impianti già esistenti, che potranno essere utilizzati per produrre biometano compresso e liquido), dall’altro lato gli stessi CIC restano ancora legati alla sola vendita di LNG, lasciando marginalità minime all’impiantistica industriale e una notevole complessità di investimento e gestione all’imprenditoria agricola.

«Il segmento che il gruppo Rosetti sta studiando è un segnale dell’estrema vivacità del segmento imprenditoriale dell’energia italiano – ha commentato Davide Usberti – quello sul biogas è un approccio positivo, che rientra in pieno nelle tendenze energetiche e climatiche attuali, e di cui l’Italia si sta dimostrando antesignana specie nel riutilizzo in liquefazione del biogas. Quello navale è un segmento articolato, dove l’uso del LNG è più immediato per navi di nuova realizzazione (come quelle da crociera più recenti) mentre resta più complesso per le navi con motori tradizionali, sebbene queste stiano scomparendo. Sul trasporto a terra – ha aggiunto il Vice Presidente del Settore Idrocarburi e Geotermia di Assorisorse – l’Italia ha fatto grandi passi in avanti sui punti di rifornimento per flotte di trasporto pesante a LNG. È sul rifornimento alle stazioni, sulle fonti di approvvigionamento che il sistema nazionale presenta ancora dei nodi che andranno sciolti. Credo infine che nel nostro Paese, dove il fabbisogno di gas naturale resterà intenso per decenni, quello del biometano sia un settore apprezzato e spendibile. Fra l’altro in un momento delicato come questo, dove risulta fondamentale rilanciare l’importanza della sostenibilità condivisa, utilizzare il gas naturale rientra nelle esigenze e negli interessi del Paese: l’industria italiana sta dimostrando un grande segnale di intraprendenza, con un approccio che crea valore aggiunto, specie in termini ambientali».

Leggi tutti gli approfondimenti sul quinto appuntamento del Talk FOR Energy.

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