L’Italia non è un paese povero di risorse

23/09/2020

 

Il valore delle risorse naturali, patrimonio inestimabile del nostro Pianeta, non può prescindere dal lavoro, dalle competenze e dalle tecnologie impiegate per la loro trasformazione in materie prime. Quelle materie prime che vengono utilizzate per la produzione di beni o per soddisfare specifici fabbisogni. Sono innumerevoli gli esempi che rivelano come l’intelligenza dell’uomo, applicata allo sviluppo di tecniche e processi sempre più avanzati, sia stata nei secoli l’elemento essenziale di una valorizzazione efficiente delle risorse naturali, evitando di sprecarle e rispettando l’ambiente che può esserne impattato, dalla fonte al loro uso finale.

La ricchezza energetica dell’Italia non sempre viene considerata. Il nostro non è un paese povero di risorse e soprattutto è storicamente caratterizzato da competenze, conoscenze e strumenti utili a sfruttarle al meglio ed a utilizzarle il più efficacemente possibile. Per questo le imprese italiane sono protagoniste nel panorama dell’attuale transizione energetica, che mette al centro il tema della decarbonizzazione, a livello globale, di tutte le attività economiche e industriali, puntando su un nuovo mix energetico e su nuove modalità di utilizzo di risorse e materie prime.

In quest’ottica le nuove strategie delle aziende – nazionali e internazionali – che operano in Italia stanno procedendo rapidamente verso l’impegno di “Net Zero Carbon Emission” la cui rotta è tracciata da ricerca scientifica, innovazione e avanzamento tecnologico, binari che si muovono in una cornice di indicazioni provenienti dalle istituzioni internazionali e dal quadro normativo in continua evoluzione. L’obiettivo è quello di generare valore in maniera sostenibile.

Tra i riferimenti più importanti va sicuramente considerata la International Energy Agency (IEA), che raccomanda l’utilizzo di risorse low-carbon e invita ad accelerare i processi di efficienza energetica, quadruplicando entro il 2040 gli investimenti in questo settore. In Italia, gli impegni assunti con il PNIEC 2030 stabiliscono target specifici che mettono insieme tecnologie, fonti di energia e policy adeguate al fine di ridurre significativamente le emissioni di gas serra.

Coerentemente, le imprese estrattive internazionali sostengono gli Accordi di Parigi del 2015 impegnandosi con azioni orientate alla riduzione dell’intensità di CO2 e di emissioni climalteranti, nel rispetto dei Sustainable Development Goals (SDGs) stabiliti dalle Nazioni Unite. Diversi i progetti messi in pista dalle grandi compagnie, alcune delle quali si sono prefisse obiettivi che vanno ben oltre i livelli di riduzione raccomandati dalla IEA.

Diventa fondamentale operare in maniera sinergica tra istituzioni, accademia, investitori, tessuto industriale e mondo del lavoro per condividere know-how e individuare nuovi modelli di sviluppo, di business e di formazione che favoriscano soluzioni ricche di ingegno e di innovazione. In questo panorama le imprese italiane – piccole, medie e grandi – vantano esperienze e competenze impareggiabili. Negli approfondimenti che seguono se ne dà contezza, da diversi punti di vista: geologici, professionali, economici, ambientali.

Nella profonda convinzione che il Made in Italy sia pronto per la sfida più attuale dei nostri tempi: la transizione.

* Assorisorse, la nuova associazione di Confindustria dedicata a Risorse Naturali ed Energie sostenibili, raccoglie le imprese che, in Italia e nel mondo, promuovono la cultura della valorizzazione delle risorse attraverso l’innovazione tecnologica e l’economia circolare, integrando risorse naturali e intellettuali.

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