La geotermia in Italia: l’esempio di Ferrara

L’Italia è ricca di risorse e rappresenta una zona straordinaria dal punto di vista geologico e vulcanologico grazie alla sua crosta terrestre più sottile e alla piattaforma ionica sotto di essa, molto vecchia e pesante, sospinta dalla grande zolla africana. Questa piattaforma, inabissandosi, brucia ed emette bolle di magma che risalgono in superficie.
Diverse sono le zone nella nostra penisola ad essere ricche di risorse e tra esse la citta di Ferrara ha un vero e proprio dono della natura: la sua Geotermia. Il calore della terra sulla quale sorge è un patrimonio energetico rinnovabile unico scoperto a metà del secolo scorso e che la città sta valorizzando al meglio attraverso la tecnologia del teleriscaldamento, un sistema eco-compatibile che permette di ottimizzare l’impiego delle risorse naturali, mettendo insieme risparmio economico e salvaguardia ambientale.

Negli anni Cinquanta la provincia di Ferrara fu teatro di molte prospezioni geofisiche volte alla ricerca di idrocarburi e che, invece, portarono a una scoperta preziosa sotto il suolo di Casaglia: l’acqua calda. Caldissima anzi, perché la temperatura raggiunta nel bacino estense segna naturalmente i 100°, ben al di sopra della soglia considerata “ottimale” da fornire al pubblico (80°/90°) mediante la tecnologia del teleriscaldamento. L’acqua calda ferrarese può, inoltre, essere reperita a una profondità di 1.100 metri nel pozzo Casaglia 1 e 1.960 metri nel pozzo Casaglia 2. Un vantaggio che consente prelievi con un impiego ridotto di energia e con minori costi di produzione e al consumo.

L’utilizzo dell’energia geotermica per il riscaldamento nasce nel 1990, quando avvenne la prima distribuzione di calore da fonti geotermiche. Ancora oggi il sistema è rimasto lo stesso: l’acqua calda (a 90°) o surriscaldata (a 120°) viene prelevata dalle sorgenti e portata verso la superficie grazie a una rete sotterranea che attualmente si estende per oltre 316 chilometri. Attraverso uno scambiatore avviene la cessione di calore dell’acqua all’impianto degli edifici allacciati alla rete.
Nel Gennaio 2020, il Gruppo Hera ha acquisito la centrale geotermica di Casaglia prendendo il controllo della fase estrattiva dell’energia geotermica – il cosiddetto upstream energetico – che consentirà alla multiutility di dare nuovo impulso al servizio del teleriscaldamento nelle città, sia a vantaggio del mercato residenziale sia di quello produttivo.

 


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